Venerdì 27 Giugno Ivano Tolio presenta il suo nuovo progetto discografico

 

Venerdì 27 Giugno, alle ore 18:00, presso la Libreria di Palazzo Roberti a Bassano Del Grappa, Ivano Tolio presenterà il suo ultimo Progetto Discografico: Le radici e le ali.

Il titolo del’album è stato ispirato da un proverbio indiano che recita: due sono le cose che i genitori possono dare ai figli: le radici e le ali perché in molte canzoni si parla di genitori e figli. La prima canzone Momenti che non tornano è una riflessione su come certe occasioni siano uniche e non si ripresentano e cambiano il corso della nostra vita e soprattutto  non siamo in grado di riconoscerle, lo comprendiamo molto tempo dopo, magari ritrovando qualcuno.  Oggi sono felice è una canzone che già il titolo spiega esaurientemente .  La felicità molto spesso è alla portata di mano, basta decidere di coglierla, magari pensando a un posto radioso, in cui ci sentiamo sereni, ma soprattutto nelle cose fondamentali della vita come il proprio compagno e i propri figli, visti come un punto d’arrivo oltre il quale tutto è in più. La fine del mondo parla di una donna a cui di colpo crolla il mondo addosso, colpita dal lutto in famiglia, tradita dalla persona con cui voleva costruire la sua vita. Ma quando tutto sembra perduto di nuovo l’amore e la maternità riportano tutto in equilibrio e la vera fine del mondoè lei, con la sua forza e la sua bellezza. La banda suonerà  è dedicata a tutti i ragazzi che amano suonare e che affrontano mille difficoltà per coronare il loro sogno. Così suonano nelle cantine dove a volte le vecchie caldaie scoppiano e rovinano gli strumenti, e devono pregare il parroco che gli dia il teatro per il concerto e poi magari salta la corrente perché certo non è la scala di Milano. Ma tutto questo non conta perché il sogno è più forte di tutto e la banda comunque suonerà. Ninnannà è un momento di intimità con il proprio figlioletto che si addormenta e di riflessione da parte del genitore , consapevole che crescerà più in fretta di quanto vorrebbe , e a cui augura di conservare sempre o valori per lui fondamentali, il coraggio di combattere ed amare, la voglia di stupirsi ed imparare. Ma è soprattutto una specie di dolce carezza piena di affetto. Il comandante Paolo è la storia del mio primo incontro con Paolo Farinetti  che conoscevo per i racconti di suo figlio e che finalmente alla cena di inaugurazione di un negozio (Trony Milano per la precisione) si è seduto di fronte a me. Così ne ho approfittato e mi sono fatto raccontare della sua vita da comandante partigiano e la cosa che mi ha più colpito è stata la leggerezza con cui descriveva momenti in cui la sua vita era appesa ad un filo, azioni che richiedevano un coraggio straordinario, ma che in fondo lui vedeva come inevitabili, perché il sogno di libertà veniva prima di ogni altra cosa. Ai piedi delle scale parla del rapporto tra padri separati ei figli, perché il momento più difficile è quando li hai tenuti con te e poi li devi riportare a casa perché in quel momento ti rendi conto che la loro vita vera è quella e magari te la descriveranno ma tu non la vivrai come avresti voluto e non sarà mai la stessa cosa. Musica leggera ,giocando con le parole,  è sottilmente ironica nei confronti della conformità della musica di successo che si assomiglia  un po’ tutta, e del ruolo dei musicisti  che si adeguano a volte controvoglia alle regole del mercato.  Il tempo della memoria è la più personale delle canzoni dell’album, un breve viaggio nel tempo vissuto con il proprio padre, fatto nel momento in cui gli accarezzi i capelli e lo saluti per l’ultima volta. Vita che viene e che va parla di una storia d’amore finita male forse perché collocata in un tempo sbagliato, in cui il protagonista riconosce i propri sbagli e si rammarica pensando che adesso le cose probabilmente sarebbero andate in un modo diverso. Avevamo le stesse parole parla di un compagno di scuola che la droga si è portato via, una storia sinistramente simile a molte altre. Ma al di là della vicenda la vera essenza della canzone è proprio nel titolo, perché spesso abbiamo una immagine stereotipata dei drogati, ma nella mia esperienza la maggior parte di loro è come tutti gli altri, se non lo sai non te ne accorgi, o te ne accorgi solo quando è troppo tardi, e come con gli altri amici condividi passioni ed emozioni. Venezia capolinea è ovviamente dedicata alla più bella città del mondo, vista con gli occhi di chi ce l’ha sempre a portata di mano, che la sente quasi sua, ma sa che non lo sarà mai davvero.

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